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sabato 7 maggio 2011

ALCHIMIA CINESE

In tutte le culture in cui è presente, l'alchimia è sempre legata a una tradizione esoterica e mistica.
In Cina il taoismo, in India lo yoga e il tantrismo, nell'Egitto ellenistico la gnosi, nei Paesi islamici le scuole ermetiche, nell'Occidente medievale e rinascimentale l'ermetismo, ilmisticismo e la Kabbalah.
La trasmissione del sapere alchemico è fondata sull'iniziazione al "segreto". L'alchimia, erede del mondo mitico-rituale arcaico, rende l'uomo un "creatore", capace di trasformare la propria condizione e d'intervenire sulle qualità delle sostanze minerali e vegetali,  non in rivalità col divino, ma per mediazione con esso.
Mentre in occidente il principale oggetto di ricerca era la  pietra filosofale per gli alchimisti cinesi era l'elisir dell'immortalità. Entrambi gli oggetti dal punto di vista ermetico erano analoghi e la pietra dei filosofi può essere equiparata all'elisir di lunga vita.
L’elisir dell’immortalità ha infatti lo scopo di trasformare l’essere dell’alchimista in sostanza eterea ralizzando l’unità nel Sè. 

La Cina fu il centro di una tradizione alchemica molto antica, risalente al IV-III secolo a.C., ma documentata con sicurezza per la prima volta nel Ts'an T'ung Ch'i, scritto verso il 142 a.C. da Wei Po-Yang, sotto forma di commentario all'I-Ching (Libro delle Mutazioni). In tale opera l'autore svela che che i contenuti del Libro delle Mutazioni, delle dottrine taoiste e dei procedimenti alchemici sono mere variazioni di un unica dottrina chiamata con nomi diversi. Tale processo alchemico si basa sulle dottrine dei cinque elementi (acqua, fuoco, legno, oro e terra) e dei due contrari (yin e yang): yin è associato alla luna ed yang al sole; dalla loro interazione hanno origine gli elementi. Secondo la filosofia taoista, tutto ciò che esiste partecipa della natura dei due principi fondamentali, lo yin e lo yang, combinati in varia misura in tutte le sostanze.
Ogni elemento combinato con yang è diverso rispetto a quello combinato con yin: yang è attivo e maschile, yin è passivo e femminile. Il testo, di non facile interpretazione, a causa dei suoi continui riferimenti a dottrine cosmologiche e magiche, ci fornisce una concezione evolutiva dei metalli e il loro trasferimento con modalità  non sperimentale.
Nell'evoluzione della dottrina taoista lo yang è stato identificato col Dao Dao significa “via, strada, principio, metodo, dire…”, ma è un termine difficilemtne traducibile, tanto più che gli stessi taoisti lo ritengono indefinibile, pertanto attribuirgli un significato specifico vorrebbe dire assegnargli una categoria, mentre esso è per sua natura al di fuori di ogni categoria ed infinitoDao è dunque ilprincipio sia trascendente che immanente dell’universoanteriore alla creazione di questo, presente dovnque sotto molteplici aspetti, secondo un processo spontaneo di continuo ritorno alle origini.
Tutto deriva dal Dao e tutto ritorna ad esso. Vita e morte si alternano in un movimento ciclico per cui il non-essere diventa essere per poi tornare non-essere. 
Nel IV secolo l'alchimia Cinese si arricchisce con un nuovo  maestro Ko Hung, detto Pao-p'u-tzu, che introduce alcuni metodi taoisti destinati alla conquista dell'immortalità connesse con forme taoiste di medicina tradizionale che portò ad una ampia produzione di opere fino al XIII secolo.

Nell'alchimia cinese si può distinguere tra due diversi piani della ricerca alchemica:
1- sacro-rituale.
2-  esteriore taoista
L'alchimia esteriore, che fa uso di sostanze materiali  si colloca in secondo piano rispetto all’alchimia interiore, che utilizza le “essenze” delle sostanze, e ha modi di operare rituali e finalità di tipo spirituale.
I processi alchemici si svolgono nel corpo dell’adepto, dunque la trasmutazione altro non è che il perfezionamento e la realizzazione dell’uomo.
La ricerca di un inserimento armonioso nel vita-rinascita corso del Dao permette all’individuo, sintonizzando i suoi ritmi vitali con quelli universali, di preservare e prolungare la vita, evitando le offese ed il logorio del tempo e delle malattie.  
La trasmutazione dei metalli, da inferiori a nobili si compie dunque eliminando lo yin e accrescendo lo yang (Dao).
 L’oro e la giada, sono sostanze yang, quindi benefiche per il raggiungimento dell'immortalità. Da cio derivava anche l'usanza cinese di cospargere i cadaveri di oro e di giada per proteggerli dalla decomposizione.

L'alchimista ricerca l’unione di yin e yang  nei “campi del cinabro”, localizzati nel basso ventre, all’interno delle vie spermatiche. Attraverso tecniche di respirazione abbinate a movimenti di contrazione e di espansione dell’addome e alla meditazione si ottiene la “circolazione della luce”, con la quale il calore del fuoco interno sublima l’essenza seminale che si trasforma così in“soffio”ascendente ch’i, vivificante, e diviene la più pura e primordiale delle energie: la shen, che è parte del al Dao come anima dell’universo.
L’essenza seminale ching ritorna allo stato embrionale indifferenziato e non si dieprde con l’emissione di sperma; invece di andare in basso scorrendo  fuori dal corpo, sale lungo la spina dorsale e arriva nel “cuore celeste”, che si trova tra il sole e la luna (cioè tra gli occhi) nello “spazio grande un pollice”. In tale risalita questa energia passa per il “canale centrale posteriore” per poi scendere  lungo il “canale centrale anteriore” fino al perineo.
Alcuni testi di alchimia  descrivono la circolazione del “soffio” all’interno di questi due canali. Attraverso sempre nuove distillazioni di essenza vitale l’adepto ritorna a uno stato energetico prenatale, produce l’unione del dragone e della tigre, delle forze yin e yang che sono all’origine della vita, e si fonde, ringiovanito nell’organismo, con l’Universo. Coloro che riescono ad ultimare questo processo chiamato del “custodire l’uno”,  preservando le proprie energie vitali intatte, divengono immortali. 

L'Elisir o la Pietra filosofale compiono l'opera del Divino. L'intervento dell'uomo è necessario per compiere questo processo secondo uan visione cristologica che dal neoplatonismo a Jung a stabilire vede un parallelo fra la figura del Cristo e la Pietra filosofale...ma questa è un'altra storia.

Gandolfo Dominici

Fonti: 
- Ragghianti M.- L' arte medica taoista. Dalla malattia all'alchimia -Pietrobelli 2007
- Chao Pi Ch'En - Trattato di alchimia e fisiologia taoista - Mediterranee 2004
- Cooper J. C. - Alchimia cinese. La ricerca taoista dell'immortalità -Astrolabio - 1985
- Miller J. -Daoismo. Una introduzione - Fazi -2005