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giovedì 11 agosto 2011

ASINI E PUROSANGUE

Spesso i "capi" (di stato, di partito, di club, di ufficio, ecc.) scelgono come loro ministri (luogotenenti, subordinati, ecc.) "fedeli servi sciocchi" (ignoranti, ritardati, mediocri, lecchini, mignotte, ecc.). Pensano così di potere controllare meglio l'organizzazione di cui sono a capo.
Non capiscono che così facendo è come se volessero vincere una gara equestre a cavallo di un asino.
Non solo perderanno la gara ma si troveranno ad avere a che fare con due problemi:
- gli asini spesso scalciano;
- i purosangue non si mischiano con gli asini.
Così facendo i "capi" in poco tempo ottengono la fuga dei purosangue (e l'ingresso di altri asini al loro posto, nelle organizzazioni dove ciò è possibile) e come se non bastasse, l'asino fedele, sentendosi forte per la compagnia di tanti altri asini vorrà prendere il posto del "capo purosangue" "scalciandolo" via dalla sua groppa.
Cosi il "capo" si troverà spodestato e avrà pure la responsabilità di avere trasformato una mandria di purosangue in una di asini.
Cosa dovrebbe fare allora il capo?
Imparare a servirsi di altri purosangue, guadagnare il loro rispetto e rispettarli, certo è faticoso...meglio l'asino fedele nel breve termine, ma nel lungo termine...

di Gandolfo Dominici