Visualizzazioni totali

domenica 7 agosto 2011

IL PERCORSO ESOTERICO NELL'ERA DELLA DECADENZA


Secondo la Tradizione, l’essenza spirituale contiene e comprende tutto. Essa però è velata e non può essere percepita coscientemente, la nostra “materialità” ce lo impedisce. La nostra esistenza materiale è infatti proiettata verso la "costruzione" dell'IO e si limita a considerare solamente ciò che viene percepito dai sensi, questo oscura la coscienza del “Sé”.
Accade che in alcuni Uomini il cui spirito è per sua natura particolarmente “vivo”, questo tenti di “svelare” la consapevolezza del Sè manifestandosi attraverso il desiderio di intraprendere un cammino di ricerca della "conoscenza".      
Tale cammino non è facile ed è irto di ostacoli di varia natura consistenti nel richiamo della materialità che cerca di “rivelare” (metttere di nuovo il velo) ciò che può essere svelato e dalle numerose insidie di un mondo spirituale che ha diverse polarità e che può portare in mancanza di una forte “Volontà” a perdersi nel sentiero che attraversa la foresta dell’ultra-sensibile.
L’Uomo dotato di spirito con forte volontà intuisce che dietro ai cespugli e le ombre degli alberi di quella foresta esiste un mondo nascosto, velato, da scoprire ma per lui non è semplice scegliere dove dirigere i propri passi poichè le sue emozioni ne limitano la lucidità d'osservazione.
Occorre imparare a distaccarsi dalle emozioni a fare il “vuoto” nella mente metaforicamente rappresentato da uno specchio d’acqua trasparente, privo di onde e increspature e limpido, puro, senza fango che lo intorbidisca.
Gli itinerari di tale percorso verso la coscienza del Sé  sono infiniti e personali, durante la strada si può viaggiare con altri ma non sempre le strade si incrociano. Seguire il “gregge” per viaggiare in compagnia lungo un sentiero potrebbe anzi condurre verso un percorso la cui meta è diversa da quella del singolo Io verso il Sé. Spesso, infatti, tale passione per il gregge, magari guidato da un cattivo pastore, può portare a smarrire la propria via e a perdere il sentiero di illuminazione.
E’ per questo motivo che anche nella Tradizione coesistono infiniti percorsi e procedimenti per la ricerca della conoscenza.

E’ comunque importante continuare sempre a "camminare" per un sentiero senza mai fermarsi
Nell’attuale era di decadenza, in cui la crescita dell’umanità si è quasi completamente arrestata a causa di ideologie e influssi contro-iniziatici prevalenti, è più che mai importante non fermarsi e continuare a camminare per non rimanere disorientati dallo sgretolamento di tutte le istituzioni umane o peggio restare seppelliti tra le rovine spirituali dell’umanità.
L’ansia e la disperazione, non devono prendere il sopravvento, occorre ritrovare, in mezzo allo sfacelo, i valori fondamentali della vera essenza dell’Uomo, occorre ricercare tra le rovine le pietre su cui costruire l’edificio sacro dell’Uomo Universale.
E' necessario, oggi più che mai interrogarci sulla nostra mente, sulla sue capacità, sul perché della nostra superiorità spirituale rispetto al resto dell’universo.
Occorre superare il positivismo materialista che vorrebbe l’essenza dell’uomo limitata a un insignificante conglomerato di materia, che non spiega nulla su ciò che siamo e sul perché siamo, che vede l’uomo come privo di volontà propria, schiavo di un determinismo materiale che lo annulla e vuole mortificare la sua vera ed eterna essenza spirituale, che vede la mente dell’Uomo come nulla più che un elaborato computer.
Bisogna acquisire la consapevolezza che la nostra mente non è una semplice macchina ma è uno strumento capace di interagire con lo Spirito Eterno, un'antenna in grado di captare (se ben sintonizzata) le vibrazioni derivanti dagli archetipi universali dell’Eterno.
La nostra mente è come un bambino che nutrito nel ventre della madre, non la conosce, ma ha consapevolezza della sua esistenza e di come egli dipenda da essa in ogni cosa. Come il nascituro nel ventre della madre, anche il nostro spirito attraverso il cordone ombelicale della nostra mente illuminata riceve "nutrimento" dallo Spirito Eterno che lo ha generato; come il bambino nel ventre della madre noi non siamo coscienti di ciò ma lo possiamo “intuire”.  
Il materialismo, lo scientismo, il riduzionismo, certe letture dell’illuminismo, tendono a strozzare fino a spezzare questo cordone ombelicale, disconnettendo la nostra mente da ciò che è ultrasensibile e spingendola a limitarsi a ciò che i sensi convenzionali possono percepire.
Lo scientismo positivista arriva addirittura a negare ciò che la scienza ed in particolare la fisica quantistica oggi afferma: cioè che la realtà non ha solo le tre dimensioni + una (il tempo) che i sensi percepiscono ma che ne ha almeno più di 10; arriva a ignorare che gli atomi su cui si basa il materialismo sono in realtà “vuoti” e che la stessa materia non sia altro che vibrazioni di energia.
Tali ideologie facendo morire per denutrizione le facoltà più elevate della nostra mente, portano l’uomo a regredire verso la sua natura animale.
La conseguenza di tale “taglio del cordone” è la morte spirituale dell’umanità.
Si deve camminare, elevarsi risalire la montagna della Vera conoscenza per evitare che l’intero genere umano si ritrovi in uno stato di "vita non vita", di semplice reazione chimica tra cellule, che si muovono ma che essendo prive di spirito sono come macchine…morte.
Il risveglio deve essere “esoterico”, interiore, occorre modificare da dentro l’Uomo  per cambiare il mondo e donare all’umanità la Vera "Conoscenza" dello Spirito.
Solo così, un giorno ancora lontano in termini temporali, ma vicino in termini assoluti, l’umanità potrà  riuscire a ricongiungersi, percorrendo a ritroso il processo, all'emanazione da cui siamo è generata.

Per invertire la disastrosa tendenza in atto, le Società Iniziatiche  dovrebbero avere un ruolo fondamentale, opponendosi a tale processo e cercando l’oro alchemico e non solo quello dei depositi bancari.
Occorre che le Società Iniziatiche VERE rinascano o si risveglino dal torpore al fine di esercitare il loro compito di mostrare all’umanità la via per  ricevere il flusso spirituale che le consenta di  essere una umanità "viva".  
Occorre fare sgorgare rigogliose le “sorgenti di Acqua Viva” da cui l’umanità potrà e dovrà dissetarsi per risorgere dall’anichilimento del Kali Yuga.


    
 di Gandolfo Dominici