Visualizzazioni totali

giovedì 11 agosto 2011

J. M Keynes su Newton- Alcune domande per riflettere.

John Maynard Keynes (padre della macroeconomia e considerato uno dei più grandi economisti del XX secolo) fu anche grande studioso di alchimia e collezionò gli scritti alchemici di Isaac Newton (padre della fisica moderna).

Ad una conferenza al Royal Society Club nel 1942, Keynes disse a proposito di Isaac Newton:

“Newton non fu il primo scienziato dell'età della ragione. Piuttosto fu l'ultimo dei maghi, l'ultimo dei babilonesi e dei sumeri, l'ultima grande mente soffermatasi sul mondo del pensiero e del visibile con gli stessi occhi di coloro che cominciarono a costruire il nostro patrimonio intellettuale poco meno di diecimila anni fa."  J.M.Keynes, "Newton the Man", in Royal Society, Newton Tercentenary Celebration, Cambridge University Press, Cambridge, 1947, pp.27
Insomma sembra che la scienza positivista moderna sia stata fondata da un alchimista... E mi pare fuori dubbio che personaggi come Newton, Keynes e molti altri non possano essere definiti stupidi, creduloni o ciarlatani.

Da bravo "eretico" (quindi anche nella scienza) a tutto campo domando a me stesso:

- Può darsi allora che le intuizioni di questi, come di altri grandi scienziati, abbiano tratto giovamento dal processo mentale e spirituale di trasmutazione alchemica (o equivalenti di altre dottrine esoteriche)?
- Perchè la scienza positivista per secoli ha rinnegato o nascosto l'aspetto esoterico e metafisico da cui direttamente o indirettamente sono nate molte delle grandi scoperte della nostra era?
- E' possibile riconciliare questi aspetti della conoscenza umana?
di Gandolfo Dominici