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lunedì 1 agosto 2011

Maledetto scientismo


L’insanabile spaccatura tra vitalismo e positivismo è un conflitto di un’altra epoca!
Si rischia di far impelagare l’intera filosofia in un nugolo disofismi, come la soluzione qui riportata:
« La ragione tende a razionalizzare la vita, nemica della ragione; qualora essa conseguisse il suo intento, si avrebbe la morte e la negazione della vita. Nello stesso tempo la vita tende a vitalizzare la ragione...»
(Spengler)
Con rispetto parlando, son voli pindarici! Bisogna, invece, accorgersi del mutare dei termini e rivederne le definizioni:vitalismo, volontarismo, materialismo, determinismo, ecc. Ogni parola assume un significato diverso in un contestodiverso, è la lezione del secondo Wittgenstein:
« [...] nuovi tipi di linguaggio, nuovi giochi linguistici, come potremmo dire, sorgono e altri invecchiano e vengono dimenticati. »
Penso sia ora di lasciare irrisolto quella spaccatura, poiché anacronistica, e occuparsi di una scienza che rispetta la cultura, che non è l’orgogliosa detentrice della verità, bensì attenta sperimentatrice e assidua correttrice di bozze.
Se la scienza riesce a innovare così tanto è proprio perché costruisce dopo aver demolito, oltre che sopra i vecchi edifici.
Sarebbe ora di smettere di stilare lunghi e tediosi commentari ai, seppur grandi e venerabili, vecchi autori di sempre, è una tradizione scolastica limitante.
Non si tratta di divenire l’ombra delle scoperte scientifiche, aggiornandosi e rivedendo le proprie posizioni in quella funzione, ma di ritornare al pensatore universale. Prima che l’Illuminismo, con le sue tassonomie e i pregiudizi della Ragione, acuisse il contrasto, non ci sarebbe stato bisogno di una risposta come quella del Romanticismo. 
È un equilibrio altalenante che non trova posa disperdendo energie.
Non si tratta di scientismo povero e arido, non si tratta di ridurre il mond odentro ad un’equazione: potrebbe pure trovarsi una legge del tutto, ma spiegare un fenomeno, non vuol dire scoperchiare una scatola per prenderne il contenuto, per buttare via l’involucro!
Il fenomeno resta, non muore di crepacuore nel vedersi ridotto a “semplice” rappresentazione matematica di gesso, su una sporca lavagna nera.
Ora, ritrovato il rispetto per questa vecchia compagna di ricerche, la scienza, tocca riaprire un dialogo, valutarne le posizioni, liberi da condizionamenti e da paure.

(Da "Libertà Prismatica" di A. Cangialosi p.8)
http://www.scribd.com/doc/33638945/Liberta-prismatica-A-Cangialosi-Storia-della-Filosofia