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sabato 6 agosto 2011

Significato esoterico dell'iconografia del "Cuore di Gesù"




«Sgorgheranno fiumi di acqua viva».  
Vangelo di Giovanni. 7, 37b-39a

L'icona religiosa del Sacro Cuore di Gesù, diffusasi a partire dal tardo medioevo nella religione cattolica, incorpora un importante significato ermetico-alchemico. 
Il cuore che Gesù porta in mano sormontato da una Croce e circondato da fiamme corrisponde al simbolo alchemico del Ferro (Crocus Martis):

Il Ferro è la forza della volontà umana, esso è, Solfo incombustibile allo stato “fisso”, dunque potenza di dare forma a se stessi in quanto esseri spirituali. Il ferro presente nell'uomo comune è impuro, si ossida e non resiste alla fusione. Esso deve essere dunque trattato con il Fuoco e con l'Acqua er divenire Acciaio. 
Il "fiammeggiare" del Cuore Sacro è dunque la "ignificazione" della Luce Astrale (Rubedo) cioè la spiritualizzazione della materia per discesa del Fuoco che deve essere guidata dalla volontà.
La volontà si trasforma in forza pura che agisce senza passione e riporta alla vera vita gli elementi inferiori.
L'uomo per trasmutare verso la sua dimensione spirituale dovrà dunque purificarsi dalle scorie sciogliendosi dai vincoli del cuore (cioè le passioni incontrollate).
Allo stesso tempo deve essere come acqua chiara e non mossa attraverso la quale si vede il fondo, i sentimenti devono risuonare liberamente nell'uomo senza però che la sua volontà permetta a questi di renderlo schiavo legandolo al mondo fisico. 
Lo scopo di tale purificazione è il conseguimento di un distillato di "acqua viva" che è mezzo per l'elevazione all'esistenza spirituale.
Gesù stesso è metafora del Vitriol poichè con la croce nel cuore indica il seppellimento del seme/pietra nella terra, da cui risorgerà a nuova vita.


di Gandolfo Dominici