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sabato 22 ottobre 2011

SCIENZA ED ESOTERISMO. Due sentieri paralleli che si incontrano.

SCIENZA ED ESOTERISMO. Due sentieri paralleli che si incontrano.

Scienza ed esoterismo sono due approcci inconciliabili? 
A giudicare dai grandissimi scienziati che sono stati anche grandi esoteristi, si direbbe di no.
Il filosofo-mago è una figura tipica del mondo tradizionale. Il filosofo-mago era ed è uomo in perenne ricerca della conoscenza, uomo del dubbio, dunque disposto a percorrere qualunque strada per ottenerla contro ogni dogma, preconcetto e divieto… è l’Uomo che mangia il frutto della conoscenza nell’Eden.
Di Uomini di questo tipo ne sono sopravvissuti pochi al periodo dell’illuminismo, gradualmente mutato in positivismo, riduzionismo e materialismo dogmatico; ma tra questi pochi troviamo scienziati di grandissimo spessore, capaci di innovare radicalmente, e di fare progredire la conoscenza per l’umanità. Lo stesso Newton fu un grande alchimista e studioso di divinazione e numerologia, fatto tenuto nascosto per secoli ma venuto alla luce ormai da più di 50 anni anche grazie all’opera di conservazione della Royal Society e del suo più grande ammiratore il famoso economista sir Jhon Maynard Keynes.

L’esoterismo di questi grandi uomini del dubbio, non va però confuso con l’occultismo dei ben più numerosi ciarlatani che con i loro vagheggiamenti e le loro truffe hanno infangato la reputazione di tutto ciò che non è materiale.
Come precisò il noto esoterista Giuliano Kremmerz:
Oggi nell’ombra si cela pauroso il reato, il falso, l’inganno. Tutto ciò che è scienza non si nasconde in un tempio e non dice: temo la luce. La conoscenza di ogni uomo vero è un rigagnolo che ingrossa il mare delle conquiste del benessere umano” (Introduzione alla Scienza Ermetica)
Nel senso indicato da Kremmerz va dunque inteso l’esoterismo come “scienza”. Scienza della Luce e alla Luce non nell’ombra; l’ombra che è rifugio del “male” inteso come rallentamento del progresso dell’umanità.
Scienza "eso-", interiore, il cui oggetto va dunque cercato dentro ogni Uomo.
Una scienza che studiando fenomeni interiori ricerca il “logos” che in virtù del principio ermetico: “come è in basso, così è in alto” è allo stesso tempo “logos” dell’Uomo e “logos” del Cosmo.
Il “logos” è in tal senso da intendersi diversamente da una legge universale o da un algoritmo, oggetto della scienza positivista e riduzionista che ha la vana pretesa di riuscire a ridurre tutto ad un singolo elemento intellegibile
Il “logos” in questione è “complesso”, non “complicato, non può dunque essere circoscritto a qualcosa di intellegibile dalla mente umana. In termini cabalistici si può dire che l’”emergenza“ del complesso trova senso e spiegazione solo in “Kether”, cioè nella mente di Dio e non in quella dell’uomo. L’esplorazione esoterica verso il “logos” è dunque infinita esprimendo il tendere della conoscenza umana (finita) verso un cammino infinito per ricongiungersi alla mente di Dio.
La perenne incompletezza del cammino verso la conoscenza non vuol dire però che il cammino non esista e che non abbia senso. All’avanzare della conoscenza l’uomo si avvicina al Principio Supremo e da tale avvicinamento può ottenere capacità e potenze

L’”iniziazione” altro non è (se effettiva e valida) che l’inizio di tale cammino. Ciò che conta è il cammino, non il raggiungimento della meta.
Durante questo cammino l’iniziato può conseguire vari livelli di “illuminazione intesa nel senso che Platone dà al “mito della caverna”. Ma non vi è una sola caverna, una volta uscito dalla prima caverna all’inizio del suo cammino e proseguendo l’iniziato si rende conto di trovarsi in un’altra caverna da cui uscire… e cosi all’infinito.

E’ chiaro a questo punto che la scienza con il suo periodico uscire dalla “caverna del paradigma dominante” per trovarsi in un nuovo paradigma-caverna altro non è che un percorso verso la conoscenza, un percorso analogo a quello “iniziatico” ed esoterico; un percorso che non a caso è stato comune a quello di molti uomini di scienza. Purchè per scienza si intenda la ricerca della conoscenza dell’uomo del dubbio e non quella degli “Accademici petulanti (Giordano Bruno) che mantengono le catene nella grotta platonica, dediti alla dogmatica difesa di un paradigma, alla ricerca dell’esteriore senza l’interiore, dell’ombra e non della Luce.

di Gandolfo Dominici