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sabato 26 novembre 2011

L'Uomo, la politica, la conoscenza e la libertà

Stralcio del dialogo tra lo Stratega ed un anziano ufficiale (Luigi Pruneti - Memeorie di Atlantide - Le Lettere , 2005 , pp. 67-68)

[...] L'anziano soldato s'interruppe, poi ricominciò, quasi parlando a se stesso:
- Strano essere è l'uomo, spesso accetta la miseria e il dolore in cambio di un niente. Cosa è, infatti, questo bene che difendono con le unghie e coi denti se non il rifiutare un diverso padrone? Sono forse le nostre leggi più ingiuste delle loro e quale differenza vi è nel mutare esattore? Perchè proteggere l'altrui privilegio? Che cambia per l'allevatore ramingo attanagliato dalla fame, per l'agricoltore piagato dalla fatica?
L'altro [lo Stratega] corrugò la fronten dicendo:
- Importante è il credere, non l'essere, e ovunque è così. E' forse più libero il nostro popolo di quanto non lo fosse questo? I bifolchi si rompono la schiena da mane a sera per vivere un'esistenza stentata e si pensano liberi. Si prostrano e si umiliano ma, quando si recano in Assemblea generale per leggere i magistrati, sciorinano orgoglio e coraggio. Illusi! Blandizie e false promesse li domano, ascoltano rapiti le parole dell'abile incantatore e tornano ai loro tuguri convinti di aver scelto, senza vedere i fili che guidano ogni loro atto. Se, invece, trovano chi con onestà espone progetti fattibili, lo guardano con malcelato sospetto per poi negargli ogni appoggio. Garantisci, rassicura, vantati e sarai rispettato e onorato. Regala il sogno, nascondi il vero e la turba ti seguirà come il gregge il pastore.
- Ciò che dici 
Soggiunse l'altro.
- è vero, purtroppo. Ho visto mediocri ciurmatori, abili solo nei banchetti, infiammare le folle. Più erano modesti, scontati, banali, più ricevevano plausi, quasi che il volgo apprezzasse quel niente che gli stava davanti, sentendolo proprio... Ordunque, solo chi è in alto sceglie ed è, pertanto, libero.
Lo Stratega sembrò riflettere un attimo, poi rispose:
- Non credere... anche chi detiene il comando è un servo, giacché è prigioniero dell'apparenza. il dovere di essere gradito ed amato si rivela un tiranno implacabile. Il sembrare ciò che gli altri desiderano ti costringe in una cella angusta; è l'immagine che conta, non l'essenza e al simulacro devi restar fedele. Alla fine ti immedesimi talmente nel ruolo da smarrire la realtà. Vivi in un mondo fittizio di cui sei schiavo senza saperlo; la tua dimora è un antro di miraggi e di ombre che stolti e adulatori rendono ai tuoi ciechi occhi ancor più saldo e convincente.
[...]

Poi all'improvviso l'anziano riprese:
- Dobbiamo concludere che la libertà non ci appartiene. forse solo la fiera solitaria la possiede. Caccia nelle selve, seguendo la propria natura, e quando le forze l'abbandonano, senza compromessi, muore. L'uomo, che nel numero vede la valenza, smarrisce se stesso e si pasce di illusioni e di servaggio.
Rispose lo Stratega:
- Libero è solo colui che conosce. Come può, infatti, scegliere e decidere chi non sa? Se realtà ed apparenza, menzogna e verità, leggenda e storia sono per lui identici, come potrà separare il frutto dalla foglia? Come riuscirà a distinguere la parola del saggio da quella dell'imbonitore? La verità è, però, una bacca celata nel folto di un roveto. Per spiccarla dal ramo dal ramo bisogna volerla con forza, cercarla in boschi fitti e solitari, tentare vie diverse, soffrire per spire e rovi. Quanto è più facile acquistare drupe variopinte da un sorridente mercante! Perché aggirarsi in lande sconosciute, solo e fra il sospetto dei più, quando puoi avere il rassicurante abbraccio della folla e nasconderti nell'opinione comunemente accettata? Confondersi con gli altri avventori ed insieme, nel gruppo, illudersi che la polpa sia nutriente e sapida, questa è la generale aspirazione.
Si fermò un attimo, quindi concluse veemente:
- Sappi che conoscenza e libertà sono una lega compatta alla quale molti dicono di aspirare, ma che pochi, in realtà, desiderano e, quando si pongono sulla sua via e la vedono erta, subito l'abbandonano preferendo la catena dell'ignoranza e il giogo della menzogna