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mercoledì 21 dicembre 2011

Città come sistema dissipativo.

Il riemergere del paradosso del tempo è dovuto essenzialmente at due tipi di scoperte. Il primo consiste nella scoperta delle strutture di non-equilibrio, dette anche “dissipative”. Questa nuova fisica del non-equilibrio è stata oggetto di numerose esposizioni, perciò sarò molto breve. Ricordiamo solo che oggi sappiamo che la materia si comporta in maniera radicalmente diversa in condizioni di non-equilibrio, quando cioè i fenomeni irreversibili svolgono un ruolo fondamentale. Uno degli aspetti più spettacolari di questo nuovo comportamento è la formazione di strutture di non-equilibrio che esistono solo finché il sistema dissipa energia e resta in interazione con il mondo esterno.
Ecco un evidente contrasto con le strutture d’equilibrio, come ad esempio i cristalli, che una volta formati possono rimanere isolati e sono strutture “morte” che non dissipano energia.
L’esempio più semplice di strutture dissipative che si può evocare per analogia E’ la città. Una città è differente dalla campagna che la circonda; le radici di tale individualizzazione risiedono nelle relazioni che essa intrattiene con la campagna attigua: se queste venissero soppresse, la città scomparirebbe.
Ilya Prigogine - Le leggi del Caos - La Terza - 1993- p. 15