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martedì 3 aprile 2012

L'Archeometra

[...] Un'opera di René Guènon, l'Archeometra – dal greco arkes-metron vale a dire “misura del Principio” - secondo il grande esoterista francese permette di ricondurre tutta la manifestazione del Verbo al Principio unico in un progetto di armonia universale.
Il Guènon dà il merito della sua rivelazione al Maestro Saint-Yves d'Alveydre, secondo il quale la complessa figura è un codice cosmogonico della tradizione primordiale, della conoscenza trasmessa dalla Fraternità della luce agli uomini, che qui è sintetizzata: in esso tutti gli elementi vi trovano posto in modo rigorosamente matematico.
L'Archeometra presenta al centro quattro triangoli equilateri intrecciati tra di loro che simboleggiano i quattro elementi : Terra, Aria, Acqua e Fuoco. Agli angoli sono tracciati i segni zodiacali corrispondenti a ciascun elemento, i cui segni sono il domicilio dei sette pianeti della Tradizione (Sole, Luna, Saturno, Giove, Marte, Venere e Mercurio), ognuno situato di fronte al segno zodiacale corrispondente.
Se si fanno ruotare gli assi a croce dei quattro elementi di un quarto di cerchio verso sinistra, si
traccia il cerchio dello zodiaco.

È dal centro che irradia il Verbo: appare come un sole raggiante ovvero una ruota con i raggi, simbolo caro ai maestri comacini e ripetuto nei rosoni delle chiese romane e gotiche.
Nell'Archeometra si individua la stella a sei punte, il Sigillo di Salomone e il senario è il segno della creazione come dice Guènon, che chiama il triangolo con il vertice in alto “del Verbo e della terra del Principio”, e quello con il vertice in basso
“delle Acque Vive delle origini: i due principi opposti rendono possibile il movimento della creazione e, ruotando intorno all'asse centrale configurano il dodecagono dello zodiaco”.
Tracciando la figura con la stessa logica della Matrix divina si ottiene la versione circolare della griglia dell'Archè.

[...] Aggiunge il Guènon che l'Archeometra è uno strumento più che umano della Sintesi delle Organicità e delle Armonicità Universali, riallacciate al Verbo Creatore [...], a cui si può attribuire una antichità di 25.000 o 30.000 anni che ci riporta all'epoca della civiltà degli Atlantidi [...].

Tratto da:
Maria Grazia Lopardi, Architettura Sacra medievale- Mito e geometria degli Archetipi. Edizione Mediterranee. Roma p.91-101