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martedì 1 novembre 2016

Solo una sana e consapevole libidine salva ...


Se Giacomo Casanova avesse potuto vivere la sua errabonda vita di libertino in un’epoca tecnologicamente avanzata come questa avrebbe escogitato altre, ben più immaginative soluzioni per eternare le sue conquiste amorose. In modo ben più colto e raffinato rispetto ai  "GV" ai Corona ed altri pseudo libertini odierni. Avrebbe potuto diffondere in modo continuo e "popolare" una ventata di bellezza in perenne omaggio al grande dono del fascino femminile. 

La bellezza e la grazia femminile è infatti l'unico dono dei numi per supplire alle troppe brutture d’un mondo emerso quasi per gioco (c'è chi dice a dadi)  e improvvidamente abbandonato a se stesso.  Gli antichi volgarmente e paradossalmente appellati "pagani" ( da pagus = villaggio)proprio dai grezzi e bigotti villani che ne hanno cancellato la cultura) erano ben consapevoli di tale dispensa ammessa alla negligente umanità per lenirne il dolore , anche se forse spaventati da tanto potere  hanno poi dato più risalto alla maschia virilità che alla delicatezza del corpo femminile. Tempi dell'età dell'oro, quando l’eros non era visto come peccato, ma piuttosto fonte di felicità! 

Ma oggi - direte in molti - siamo tornati agli antichi fasti, c'è stata la liberazione dei costumi, del desiderio, il superamento dei bigotti pregiudizi! Purtroppo ... ahimè... tale "rivoluzione" è solo fittizia, il bigottismo dilaga sotto altre vesti ma con lo spirito mai sopito del manicheismo, che altro non è che la demonizzazione delle cose belle delle vita! Animalisti più fanatici di San Francesco, astinenti più degli anacoreti, spregiatori del fascino femminile più di San Paolo... oggi hanno nuovi nomi, come i "Vegani" che da alieni invasori del pianeta Terra combattuti da Goldrake oggi sembrano avere vinto e avere invaso il mondo a partire dai supermercati!  
Per carità! E' tutto lecito purché non si pretenda di imporre astinenze a chi vuole vivere senza "astenersi"!

Il femminismo da movimento di liberazione (a cui si deve la minigonna) oggi è diventato un movimento di "infibulazione" della femminilità! Una volta il nudo femminile era additato come un’offesa al pudore, ora è messo all'indice come un’offesa alle donne stesse che esibiscono le loro bellezze, rendendosi schiave di questa società maschilista che ne fa oggetto di mercimonio. Siamo al culmine del delirio bigotto! Una giovane donna ha un bel corpo.
E non è un male soltanto italiota! Le femministe Londinesi recentemente si sono scagliate contro dei manifesti pubblicitari di una ditta di integratori che esibivano una bella ragazza in bikini con lo slogan "Beach Body Ready" (Corpo pronto per la prova costume)... Lo stesso manifesto con uomo dal ventre tartarugato non ha creato però alcuna indignazione... di nuovo paura del potere della bellezza femminile! Paura poi condivisa dal sindaco islamista di Londra che recentemente ha messo al bando dalla "Tube" londinese i manifesti che mostrano il corpo femminile

Non siamo dunque lontani dal bigottismo descritto satiricamente da Federico Fellini in un episodio del film antologico “Boccaccio ’70”, dal titolo “Le tentazioni del dottor Antonio”. In breve: un vecchio collotorto, tutto dedico alle pratiche devote, subisce un vero e proprio trauma quando vede che davanti alle sue finestre stanno erigendo un grande cartellone pubblicitario con la foto d’una scollatissima Anita Ekberg, che mostra le sue splendide poppe mentre un coretto intona la canzoncina “Bevete più latte, il latte fa bene!”. Fa di tutto per impedire lo sconcio, ma senza successo, e finirà tormentato da sogni erotici in cui sprofonderà terrorizzato nel seno della donna esecrata, la cui immagine sul cartellone s’è fatta gigantesca, avvolgente, irresistibile.
Paura del potere della bellezza. Oppure forse il fatto che la nudità sia retribuita a fini pubblicitari la rende turpe agli occhi dei "vituosi" (che vivono di rendita)? Non dovrebbe invece la bellezza essere considerata un bene dal valore artistico? Perché mai il potere dell'immagine della  femminilità, non dovrebbe essere considerato una risorsa economica? Forse il denaro guasta la bellezza? Fidia e Michelangelo si facevano pagare per le loro sculture. Mozart e Da Ponte si fecero pagare dai committenti, senza vergogna alcuna, i loro lavori. Il “Don Giovanni” rimarrà forse contaminato in eterno perché composto a pagamento? Un poeta e un musicista, se non vogliono bruttare la loro arte, devono offrirla gratis? Le modelle si sono sempre offerte nelle loro nudità ai pittori d’un tempo ispirando i grandi capolavori eterni , e non lo facevano gratis!

La grande ipocrisia del nostro tempo è che da un lato si parla tanto di emancipazione femminile, dall’altro si vuol impedire a una donna adulta e nel pieno possesso delle sue facoltà mentali di decidere se usare come risorsa economica le bellezze del proprio corpo. E' una emancipazione "di maniera" priva di ogni contenuto di liberazione "vera". Dove sarebbe la schiavitù imposta dal maschio, in una libera scelta,? Pretendere di tutelare la donna nella sua dignità impedendole di scegliere con la propria testa quello che ritiene meglio per sé, evidenzia la volontà di trattarla da “civis minoris iuris” incapace di intendere e di volere. Qualcosa di molto simile alle famigerate “quote rosa” che considerano le donne bisognose dell'"aiutino" come se essere donna fosse un "handicap"! 

Io quando vedo un bel corpo femminile in un manifesto pubblicitario mi sento il cuore pieno di gioia (e si lo ammetto anche la patta dei pantaloni si riempie!). La malinconia mi viene invece quanto vedo una bella donna camuffata da maschiaccio con vestiti che la nascondono o ancora peggio (lo so non è politically correct.. ma è risaputo che io non lo sono) una donna con il velo islamico o il burqa... Quanto spreco!... Se fossi religioso considererei tale scempio di bellezza un peccato mortale! 

Cantava Zucchero Fornaciari: "Solo una sana e consapevole libidine salva ..."

Un mondo senza bellezza è la cosa più simile all'inferno che mi venga in mente!

Gandolfo Dominici